Educazione stradale, la risposta dei 500 studenti nel ricordo di Lorenzo

Quinta edizione del progetto D.A.V.I.D. nelle scuole di Empoli e dell’Empolese Valdelsa. La campagna di sensibilizzazione non si è mai fermata

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EMPOLI – Una mattinata di commozione ed emozioni. Un padre, Stefano Guarnieri. che con tutta la forza rimasta nel cuore, dopo la tragedia della perdina del figlio, Lorenzo, si rivolge ai cinquecento ragazzi e ragazze con parole e consigli di vita semplice, attraverso anche video dal grande impatto.

Siamo alla quinta edizione del progetto di educazione stradale, D.A.V.I.D. Insieme per la sicurezza, nato nel ricordo del giovane ragazzo.  Questa iniziativa è parte della campagna di sensibilizzazione per l’educazione stradale tra i giovani promosso dal Lions Club.

Lorenzo Guarnieri è un ragazzo di 17 anni, fiorentino, ucciso nella notte tra il 1 e il 2 giugno 2010 al Parco delle Cascine, a Firenze, travolto mentre era in scooter da un altro mezzo a due ruote guidato da un uomo di 45 anni che guidava sotto l'effetto di cannabis e alcol.

Gli studenti provenienti dalle scuole superiori di Empoli e dell’Empolese Valdelsa hanno dimostrato attenzione, ascoltando con consapevolezza della materia, ponendo molte domande a cui hanno ricevuto risposte importanti.

Fabio Barsottini, vicesindaco del Comune di Empoli, ha salutato la giornata e tutti i presenti spiegando che «il tema di questa mattinata potrà sembrare scontato ma non lo è. E’ un argomento vicino a tutti voi e a tutti noi. Imparare e cogliere alcuni aspetti della vita di tutti serve a crescere in una comunità libera e consapevole nel rispetto di noi stessi e di tutti gli altri».

L’iniziativa vuole continuare a sensibilizzare i giovani sulle conseguenze che potrebbe avere un loro comportamento sbagliato sulle strade. Lo slogan resta sempre quello: mettere più occhio alla strada, significa mettere più occhio alla vita. Di tutti.

Alessio Mantellassi, presidente del Consiglio Comunale, ha chiuso la mattinata guardando in quella platea il futuro e dicendo che «da questa tragedia è nato un percorso importante. Quando tornerete a casa, pensate alla doppia responsabilità che avete sulle spalle. Purtroppo strade e mezzi diventano pericolosi. Non dobbiamo fermarci e gestire il ‘post’ incidente. Mettiamoci insieme sulla sicurezza per prendere un pezzo di consapevolezza, questo può nascere all’interno della scuola stessa: questa è la lezione più importante che la scuola può darci».

 

CHI ORGANIZZA - L’incontro è organizzato come ogni anno dai Lions Clubs International: L.C. Barberino Montelibertas; L.C. Empoli Ferruccio Busoni; L.C. Certaldo Boccaccio; L.C. Le Signe; L.C. Empoli                                                     L.C. Vinci Leonardo da Vinci, in collaborazione con la Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, con la Polizia Stradale Distaccamento di Empoli e col 118. Come di consueto parte attiva della manifestazione è l’associazione “Lorenzo Guarnieri”. L’evento è patrocinato dal Comune di Empoli.

 

GLI ISTITUTI SUPERIORI PRESENTI - Istituti Superiori coinvolti sono: “G. Ferraris/Brunelleschi” di Empoli, “Il Pontormo” di Empoli; il “Virgilio” di Empoli; Istituto “Calasanzio” di Empoli; Conservatorio "SS.ma Annunziata" di Empoli.

 

INTERVENUTI – Dopo i saluti e gli onori di casa del Vice Sindaco del Comune di Empoli, Fabio Barsottini, sono iniziati i vari contributi alla giornata.

Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo Guarnieri e membro della omonima associazione nata dopo la tragedia, ha parlato della città di Firenze che dal 2016 ha dimezzato il numero di mortalità. Nel 2030 l’obiettivo sarà una Firenze diversa dove non si muore sulla strada.
Massimo Luschi, Comandante Polizia Municipale Unione Comuni Empolese Valdelsa, ha spiegato le norme comportamentali alla guida. Carlo Rinaldi, Associazione Lorenzo Guarnieri, ha coinvolto gli studenti con esempi pratici di guida e sulla campagna di prevenzione nella sostituzione del casco.
Yuri Lodico, 118 Empoli, ha dato la notizia del già esistente numero unico europeo che sarà il 112 nazionale. In Italia è già attivo in 8 regioni; nel 2020 la nona sarà proprio la Toscana.
Sono seguiti molti interventi degli studenti presenti, non solo domande ma anche facendo esempi pratici di guida. Le conclusioni sono state affidate ad Alessio Mantellassi, presidente del Consiglio Comunale di Empoli e al Primo vice Governatore Lions, Marco Busini.

        

FINALITA’ DEL PROGETTO - Sensibilizzare i giovani ai temi della sicurezza stradale e renderli ‘portavoce’ fra loro di messaggi di attenzione verso pericolosi comportamenti di guida in strada. Saranno questi i componenti della squadra che tornerà nelle scuole per partecipare a incontri nelle classi per continuare a spiegare che sulla strada, in sella a un ciclomotore o a una moto, o al volante di un’auto, non solo si può morire o rimanere seriamente feriti, ma anche uccidere se si guida sotto l’effetto di alcol o droga.Quindi allacciamo le cinture di sicurezza, in tutti i sedili dell’abitacolo, casco agganciato, meglio integrale, rispettare sempre i limiti di velocità, mai mettersi alla guida se in stato di ebrezza e mai distrarsi col cellulare o altro come purtroppo, invece, in questi ultimi anni. Ecco queste sono le cose principali che ognuno di noi deve seguire, sempre.

 

IL PROGETTO D.A.V.I.D. - Acronimo di D- Dati e analisi (sistema informativo completo, unico e integrato) A- Aderenza alle regole (legge, pene, controlli) V- Vita e educazione (formazione e giovani e adulti) I- ingegneria (infrastrutture stradali) D- Dopo lo scontro (assistenza alle famiglie e analisi dello scontro), coinvolge circa 2000 ragazzi l'anno tra alunni delle terze medie, scuole superiori e società sportive. Questa è la dimostrazione di quanto l’evento ‘Progetto David’ colga ogni anno nel segno.

 

CHI ERA LORENZO GUARNIERI - Un ragazzo fiorentino ucciso nella notte tra il 1 e il 2 giugno 2010 nel Parco delle Cascine a Firenze, travolto mentre era in scooter da un altro mezzo a due ruote guidato da un uomo di 45 anni che guidava sotto l'effetto di cannabis e alcol. Lorenzo aveva 17 anni e mezzo e frequentava il quarto anno del liceo scientifico, giocava a pallavolo nella Sales, fra tutti gli sport amava soprattutto il calcio. Da quel tragico giorno mamma Stefania e babbo Stefano hanno iniziato un’opera di sensibilizzazione a più livelli, dai coetanei del figlio al mondo delle istituzioni, impegnandosi in decine di incontri e coinvolgendo tante persone, avviando una lunga battaglia per il riconoscimento, poi avvenuto, del reato di omicidio stradale.