Minuto di silenzio per le vittime del Virus, il sindaco Brenda Barnini: «Possiamo combattere solo rimanendo in casa, distanti, isolati»

Nella sala consiliare insieme al vicesindaco Barsottini, al presidente del Consiglio Comunale Mantellassi e ai capigruppo delle forze politiche presenti in assemblea.

Minuto di silenzio per le vittime del Virus, il sindaco Brenda Barnini: «Possiamo combattere solo rimanendo in casa, distanti, isolati»

EMPOLI – Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio per ricordare le vittime del Coronavirus. L’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa ha aderito compatta oggi, martedì 31 marzo, all’iniziativa promossa dal presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Goffarelli (e subito raccolta dal presidente dell’ANCI, Antonio Decaro), in segno di lutto per la terribile pandemia che sta colpendo in modo particolare l’Italia e numerosi paesi del mondo.

Il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il vicesindaco Fabio Barsottini, il presidente del Consiglio Comunale Alessio Mantellassi e i capigruppo dei gruppi rappresentati in Consiglio Comunale, hanno partecipato a questo momento di condivisione e di unità.
Alle 12 il sindaco ha pronunciato anche un intervento in diretta sul suo profilo Facebook:

Minuto di silenzio per le vittime del Virus«Cari cittadini stiamo vivendo qualcosa di grave, brutto e sconosciuto.
È importante scegliere le parole giuste per definirlo. Grave perché pesante, lungo, che occupa spazio e violenta le nostre vite, brutto perché causa morte, sofferenza fisica, solitudine, dolore, sconosciuto perché è malattia per la quale non abbiamo medicine e che ci ha di colpo fatto riscoprire tutta la nostra vulnerabilità. 

Fermarsi oggi per un minuto di silenzio quando in realtà siamo fermi e in silenzio già da tre settimane, può sembrare un gesto superfluo o destinato a perdersi.
È invece il modo per ricordare a ciascuno di noi che sta succedendo davvero, che quei numeri che leggiamo ogni giorno sono persone che ci hanno lasciato per sempre e lo hanno fatto da sole in un letto di ospedale senza il conforto dei propri cari. È ricordare a noi stessi che possiamo combattere solo rimanendo in casa, distanti, isolati fintanto che gli esperti e il Governo non ci diranno che la situazione sta migliorando e che potremo lentamente tornare ad alcune delle nostre abitudini di vita.
Questa settimana è dura, la prossima lo sarà ancora di più. Di fronte alle pandemie avviene sempre la stessa cosa, si inizia con la negazione. È accaduto da noi come in tutti gli altri Paesi del mondo nonostante avessero già visto la nostra esperienza. Poi inizia la presa di coscienza che si trasforma rapidamente in paura.
Ciò che però farà la differenza come sempre non sarà la paura ma la speranza.
Una speranza solida, alimentata da responsabilità e pazienza fatta di piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi può scegliere per ricostruire una sua routine.

foto fb minuto raccoglimentoPensare a quanto siamo fortunati ad avere un affetto, un'amicizia, un amore, una compagnia, oppure a quanto lo siamo perché siamo ancora in salute e non dobbiamo combattere per respirare, o ancora stupirsi della bellezza di un fiore o di una pianta che è sempre stata in casa nostra e a cui non avevamo dato attenzione. Mettere a posto una scatola dei ricordi, leggere un libro, disegnare qualcosa, ascoltare musica, mettere in ordine una stanza, riguardare foto, semplicemente pensare e dare sfogo ai pensieri. Guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, scegliere ogni giorno di guardare il bicchiere mezzo pieno e trovare a volte un motivo anche piccolissimo per vederlo così. Questo ci aiuterà a far passare il tempo, quello stesso tempo che prima non ci bastava mai e che ora ci sembra così dilatato da essere insostenibile. Eppure questo non è tempo sprecato e proprio della sua utilità dobbiamo essere convinti. È un tempo volutamente sospeso in cui abbiamo scelto di metterci in attesa perché abbiamo compreso che solo l'attesa potrà salvarci.

Il minuto di silenzio di questa mattina in questo tempo sospeso assume allora un enorme valore perché è un minuto in cui decidiamo di interrompere qualsiasi altra piccola o grande consolazione e distrazione abbiamo trovato in queste settimane e ci raccogliamo, ci facciamo piccoli e muti di fronte alla gravità della morte e al dolore di chi ha perso una persona cara».