Brenda Barnini: «Sulla scuola pensiamo ora a soluzioni nuove che consentano la riapertura in sicurezza a settembre»

Empoli si mette a disposizione per discutere di proposte innovative e sperimentare nuove pratiche

.

 

EMPOLI – Il sindaco di Empoli Brenda Barnini interviene sul tema dell’attività didattica durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 annunciando di avanzare ufficialmente la candidatura di Empoli come ‘città pilota’ per un modo diverso, innovativo di pensare alla scuola e alle attività, tutto questo nella speranza e nell’attesa di un’auspicabile normalizzazione e di una regolare apertura nel prossimo anno scolastico.

 

«Non credo si possa solo aspettare settembre – ha spiegato Brenda Barnini – ma che sia necessario mettere in campo fin da subito, come si sta facendo per il comparto produttivo, una serie di proposte e approfondimenti ispirate alla necessità di innovare spazi, metodi e strumenti didattici. Lo dico chiaramente, a scanso di equivoci, non si torna a scuola a Empoli prima che da qualche altra parte. La mia idea sta nel proporre il nostro territorio come luogo di una sperimentazione, nella volontà che da qui si possa alzare una voce che contribuisce a far fare un passo in avanti».

 

Ecco cosa proporrà il sindaco di Empoli al ministro della pubblica istruzione Lucia Azzolina e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «La scuola deve essere il punto di partenza nella strategia di riapertura del Paese. È stata la prima a chiudere, sembra sarà l'ultima a riaprire e nel mezzo solo la didattica a distanza. Non va bene e non basta. Scegliamo un territorio dove poter sperimentare qualcosa di più, utilizzando gli spazi comuni degli edifici scolastici per rispettare le distanze, sfruttando tutta la giornata per poter far entrare gruppi più piccoli di bambini. Scegliamo una zona in cui sperimentare la riorganizzazione degli orari a tutto tondo quelli lavorativi dei genitori insieme a quelli scolastici».

 

«Il Comune di Empoli – ha spiegato il sindaco – non può e non vuole fare scelte in modo autonomo su questioni che riguardano la salute di tutti i cittadini. E non vuol intraprendere iniziative in solitaria su un'organizzazione, come quella della scuola, che coinvolge tutti i livelli istituzionali, da quello della Conferenza Zonale, alla Regione, al Ministero. Non si tratta ovviamente di una decisione già presa. La mia vuole essere semplicemente una presa di posizione di carattere più politico che amministrativo che aiuti a indirizzare il dibattito nazionale. Non si torna a scuola a Empoli prima che da qualche altra parte, ma dal nostro territorio si può alzare una voce che contribuisce a far fare un passo in avanti a tutto il sistema».

 

«Ribadisco, non sto chiedendo la riapertura anticipata delle scuole. Sono state fra i primi sindaci a chiedere con forza alla cittadinanza di stare a casa, a chiedere ai commercianti di tenere chiusi i negozi, prim’ancora di alcune disposizione governative. Però adesso dico che, sulla scuola, per il bene dei bambini e edei ragazzi, non possiamo accontentarci della strategia dell'attesa e che questo tempo può e deve essere utilizzato per cominciare un confronto serio tra istituzioni, terzo settore e igiene pubblica per immaginare oggi come dovrà essere la scuola domani. Quando arriverà questo domani dovrà dircelo il Governo ma non credo che le ragioni e i bisogni educativi dei bambini e dei ragazzi possano essere tenute indietro rispetto alle ragioni che spingono a chiedere una ripartenza delle attività produttive».