Brenda Barnini al convegno della ‘Chiarugi’: «C’è bisogno di ancora più cultura per potersi curare»

Il sindaco agli Agostiniani: «Il nuovo teatro di Empoli obiettivo da raggiungere tutti insieme con realtà come la RSA e la Misericordia»

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EMPOLI – Curare con la cultura? Sì, è possibile. Il benessere psicofisico individuale gode di benefici grazie a momenti e spazi collettivi di condivisione culturale. 
Si è parlato di questo tema stamani, venerdì 14 giugno, al Cenacolo degli Agostiniani, grazie al convegno organizzato dalla Fondazione ‘Vincenzo Chiarugi’ della Misericordia di Empoli dal titolo “Etica, cura e cultura: l’impatto della cultura nel lavoro di cura con le persone”. Argomento affrontato da relatori provenienti da ambiti diversi, ognuno a rappresentare una parte dell’esperienza di cura di persone con età e patologie diverse. 
C’è stato spazio per la cura declinata attraverso parole, arte, teatro, musica, natura, e per presentare esperienze di lavoro che hanno offerto spunti di riflessione e confronto. 
A fare da padrona di casa la direttrice della Fondazione Mariella Bulleri. 
Saluti istituzionali affidati al sindaco di Empoli Brenda Barnini, al senatore Dario Parrini, al consigliere regionale Enrico Sostegni e a Valentina Torrini, neo assessore alle politiche sociali.

«I percorsi che la ‘Vincenzo Chiarugi’ ha intrapreso hanno sempre visto questa amministrazione comunale vicina e in grande sintonia – ha sottolineato il sindaco Brenda Barnini –. La precedente assessore alla cultura Eleonora Caponi ha collaborato con la RSA per varie iniziative che hanno coinvolto i nostri musei, le nostre istituzioni culturali musicali. Sono nate delle splendide esperienze che hanno condotto fino a questo convegno. Un momento di riflessione sulle varie occasioni in cui davvero cultura ha fatto rima con cura. Mi piace pensare che tutto questo sia noto perché la ‘Chiarugi’ vive e lavora all’’interno di una città e in un contesto in cui la cultura è un punto di riferimento e grazie a un’amministrazione comunale che ci crede fortemente, basti pensare che nel mio primo mandato di cinque anni abbiamo raddoppiato la spesa in cultura. Abbiamo cercato di moltiplicare le occasione e la proposta per i cittadini, dai bambini agli adulti fino agli anziani. E ci siamo prefissati per i prossimi cinque di colmare un vuoto che Empoli ha da troppo tempo. Vogliamo un teatro e lo costruiremo e gestiremo coinvolgendo tutte le realtà, come anche la Chiarugi. La sfida è quella di aumentare sempre più la relazione fra cura e cultura e che tutto ciò possa caratterizzare la nostra città. Non è un caso se l’obiettivo generale che mi sono data è quello di rendere Empoli la città più vivibile della Toscana. Una traguardo difficile, ma possibile perché partiamo da un punto di partenza avanzato anche grazie a realtà come la Chiarugi e la Misericordia. Tutta la comunità ha bisogno di cultura per potersi curare».