Al via i lavori di recupero del cimitero monumentale dei Cappuccini in Via Salaiola

Il progetto, del costo complessivo di 300.000 euro, finanziato dalle casse del Comune, prevede una durata di 240 giorni dall’apertura del cantiere

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EMPOLI – Consegnati oggi, lunedì 1 ottobre 2018, i lavori di manutenzione straordinaria del cimitero comunale dei Cappuccini, si tratta del primo stralcio che interessa la struttura che si trova lungo Via Salaiola.

Dalla città verso Corniola e Monterappoli, sulla destra troviamo la Chiesa di San Giovanni Battista in Pantaneto, contornata dal cimitero cosiddetto ‘monumentale’.

Sia il cimitero sia la chiesa sono di proprietà del Comune di Empoli, l’edificio religioso fu restaurato durante il Grande Giubileo del 2000.

L’adiacente convento è di proprietà della parrocchia dei Santi Simone e Giuda a Corniola.

 

Il progetto, del costo complessivo di 300.000 euro, finanziato dalle casse del Comune, è stato affidato alla ditta Oplonde di Campi Bisenzio e prevede una durata di 240 giorni dall’apertura del cantiere.

Progettista e direttore dei lavori è l’architetto empolese Lorenzo Melani.

L’area interessata dai lavori ospita cappelle private e presenta da tempo pericolo di crollo causato da deterioramento della copertura, in particolare delle travi in legno.

Il degrado è dovuto soprattutto a una cattiva regimazione delle acque.

L’intervento consiste nel consolidamento della struttura di copertura, che verrà rifatta in legno e ferro; saranno oggetto di restauro anche l’intonaco e le imbiancature. In particolare sarà anche sostituito il manto di copertura con coppi e tegole, nuove docce e calate, nuovi cornicioni, ripristino delle parti in pietra serena, un nuovo servizio igienico ma anche nuove fognature e fossa biologica. Sarà adeguato l’impianto elettrico. Le volte e le porzioni architettoniche di pregio saranno ripristinate, così come i pavimenti.

Il cantiere occuperà l’ala a destra dell’ingresso, guardando la chiesa, e si svilupperà fino al lato che dà su Via Salaiola, pertanto quest’area, comprendente cappelle private e loculi singoli concessi dal comune, resterà chiusa ai visitatori per tutta la durata dei lavori, comprese quindi le prossime festività di Ognissanti.

Il progetto è stato vagliato dalla Sovrintendenza e dal Genio Civile, ottenendo le dovute autorizzazioni.

STORIA (fonte olmastrello.it) - Il convento e la chiesa, col titolo di San Giovanni Battista in Pantaneto, furono eretti in un breve arco di tempo a partire dal 1608 grazie al contributo di alcuni ricchi cittadini guidati dal mercante Giovanni Giomi, assistito poi dal figlio Alessandro. Lo stemma lapideo dei Giomi orna tuttora la facciata a capanna che presenta le insegne del granduca Cosimo II, sotto la cui personale protezione fu posta la nuova chiesa. I cappuccini, al pari degli altri ordini mendicanti, furono costretti ad insediarsi fuori dalle mura del castello empolese, in uno dei luoghi più disagiati e malsani, il Padule o Pantaneto.

Recentemente restaurata, la facciata della chiesa dei Cappuccini, da riferire all’inizio del Seicento nella sua struttura essenziale, è caratterizzata dalla presenza dei due loggiati laterali che si debbono a un intervento di fine Ottocento realizzato per edificare le cappelle di sepoltura di numerose importanti famiglie empolesi.

Fino al 1888, data di edificazione del cimitero della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia sull’altro lato di via Salaiola, il complesso monumentale dei Cappuccini era l’unico luogo di sepoltura. Si accede al cimitero anche da uno loggiati posti a lato della chiesa, ma l’ingresso principale si affaccia sull’antica via Salaiola.

I monumenti funerari hanno trasformato il complesso dei cappuccini in un cimitero monumentale sviluppatosi quindi nelle aree contigue fino ad occupare completamente ogni spazio interno. Nel cimitero dei Cappuccini trovano posto numerose cappelle gentilizie, ricavate all’interno del porticato a pilastri (da notare le neorinascimentali Del Vivo e Vannucci e la neogotica Pagliai), o liberamente erette nello spazio centrale del chiostro, appositamente organizzato in settori. Nel tentativo di rendere eterna la memoria delle famiglie committenti, i ventiquattro sepolcreti costituiscono un interessante campionario di architettura che spesso si richiama a stili del passato.