Oneri di urbanizzazione, per altri due anni agevolazioni per rilanciare il comparto edilizio

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 4 gennaio 2018

 

URBANISTICA

 

EMPOLI – ll Comune di Empoli, nell'ultima seduta del Consiglio Comunale del 2017 conferma le agevolazioni per rilanciare il comparto edilizio e il suo indotto e allo stesso tempo favorire la riqualificazione della città nei suoi centri storici e non solo, nell’ottica di incentivare imprenditori e privati che vogliono investire nel recupero e nel miglioramento del patrimonio edilizio esistente. Il provvedimento, avviato a titolo sperimentale dalla Giunta Barnini nel 2014, durerà per ulteriori due anni fino alla fine del 2019. La delibera è stata votata a favore dalla maggioranza (Partito Democratico e Questa è Empoli), astensione per l’opposizione.

 

NUMERI - Le riduzioni degli oneri di urbanizzazione vanno da un minimo del 10% per interventi (frazionamenti, cambi d’uso, sostituzioni, etc…) su tutto il patrimonio edilizio esistente e in tutto il territorio comunale con destinazione d’uso finale produttiva (industriali, artigianali e commerciale all’ingrosso), a uno ‘sconto’ del 40% per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente riguardanti immobili con destinazione d’suo finale residenziale, direzionale, turistica e commerciale. La punta di riduzione percentuale raggiunge l’80% nelle aree rurali di tutto il territorio comunale, per il restauro e la ristrutturazione degli immobili agricoli di valore storico-architettonico (categoria 1,2,3). mentre per gli interventi che comportano la perdita di destinazione d’uso rurale di edifici privi di grado di protezione, la riduzione è confermata al 20% del coefficiente tabellare che passa dallo 0.9 allo 0.72.

 

OBIETTIVI - La diminuzione degli oneri di urbanizzazione rappresenta uno stimolo per provare a intercettare investimenti imprenditoriali sul territorio del Comune di Empoli. Il provvedimento si rivolge a interventi di restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia e urbanistica, sostituzione edilizia, manutenzione straordinaria purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e sia mantenuta l’originaria destinazione d’uso, e come detto anche interventi che prevedono il cambio di destinazione d’uso, con perdita della destinazione rurale.