‘Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano’, si presenta al MUVE

La curatrice Ludovica Sebregondi illustra la mostra di Palazzo Strozzi

invito ‘Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano’

EMPOLI – Ludovica Sebregondi presenta la mostra ‘Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano’. Appuntamento al Museo del Vetro (in Via Ridolfi 70), martedì 10 aprile, alle ore 17.30.
La conferenza della storica dell’arte, curatore di Palazzo Strozzi, aprirà le porte della mostra inaugurata lo scorso 16 marzo e che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 22 luglio.
L’esposizione, curata da Luca Massimo Barbero, è uno straordinario viaggio tra arte, politica e società nell’Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessantotto, attraverso opere di artisti come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Mario Schifano. Un itinerario, quello della mostra, che mette in luce il dibattito tra Realismo e Astrazione, prosegue col trionfo dell’Informale per arrivare alla Pop Art e ai nuovi linguaggi dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale.

La mostra fiorentina è stata l’occasione per ribadire i legami tra l’amministrazione comunale di Empoli e la Fondazione fiorentina, grazie al Fuori mostra che dallo scorso 23 marzo ha luogo proprio nelle sale del Museo del Vetro.
Qui sono infatti ospitate alcune delle opere della Galleria d’Arte Moderna e della Resistenza, istituita nel dicembre del 1974 con l’obiettivo di stimolare l'interesse della cittadinanza, e in particolare delle giovani generazioni, nei confronti della Resistenza e dell'arte moderna nel territorio locale e toscano.
Nella selezione si sono privilegiate le opere di quella che la critica oramai definisce esponenti della ‘scuola empolese’ di cui fecero parte, a vario titolo, Nello e Renato Alessandrini, Virgilio Carmignani, Mario Maestrelli, Sineo Gemignani e Gino Terreni.
Un gruppo di artisti che, nell’appartata Empoli, riuscirono a declinare in modo personale la pluralità di stimoli provenienti dall’ambiente fiorentino, romano e milanese mantenendo però saldo il legame con la tradizione, ritenuta fondamento di ogni innovazione. Anche per questo, molti di loro, recuperarono con sapienza la tecnica dell’affresco.
Tra le opere esposte si ricordano ‘Massaia’ e ‘Incidente sul lavoro’ di Carmignani, di cui sono esposti anche alcuni disegni del tempo di prigionia, ‘Il vetraio’ e ‘La cooperazione’ di Sineo Gemignani, gli Autoritratti di Mario Maestrelli.