IL SINDACO DI EMPOLI: 'FERMIAMO LA VERGONA DI PIETRASANTA, QUEGLI AMMINISTRATORI OFFENDONO LA TERRA DI TOSCANA'

COMUNICATO STAMPA

Empoli, 7 marzo 2002


Il Consiglio nazionale dell'A.N.E.D., l'Associazione nazionale ex deportati politici, che si svolge a Empoli in questi giorni ha dato l'occasione al Sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, di intervenire su una questione politica che sta attraversando tutta l'Italia e ha visto verificarsi, in Toscana, alcuni episodi eclatanti. I più gravi, sottolinea il Sindaco di Empoli, a Pietrasanta, dove i recenti atti dell'amministrazione di centro-destra hanno raggiunto risonanza nazionale: il monumento rimosso dalla piazza comunale, il busto di Mussolini che è rimasto a lungo nello studio del sindaco Massimo Mallegni, la volontà della Giunta di cambiare l'intestazione di strade e piazze intitolate a personaggi della Resistenza. <A Pietrasanta - ha detto Vittorio Bugli -, è in atto un tentativo di rimozione della memoria storica, viene messa in discussione una discriminante, il rifiuto totale del fascismo e del nazismo affermatisi con la Liberazione e la Costiutuzione. A quel Sindaco e a quella Amministrazione io dico: vergogna, vergogna a chi non rappresenta la propria terra e la offende così come offende tutta la Toscana, a due passi da Sant'Anna di Stazzema>. E' necessario, prosegue Vittorio Bugli, opporsi a questi tentativi di cancellazione della memoria e di reintroduzione di principi fascisti. <Lavoreremo perché dalla Toscana e dal Paese si levi un movimento di protesta contro questo tentativo di rimozione della memoria storica. Contro simili tentativi, questa città e questa terra faranno non potranno che fare la loro parte>.

Anche a Empoli, qualcuno tenta di proporre interventi e iniziative che hanno analogo obiettivo: <Operazioni inaccettabili, venate di revisionismo, connotate da un carattere mistificatorio. Un comitato locale, presieduto da Paolo Baroncelli, ha deciso di commemorare i militari rimasti vittime nei cosiddetti "fatti del '21" e chiedono la solidarietà dell'Amministrazione comunale. Contro questo tentativo si è già espresso il Consiglio Comunale>. Quei militari, che rimasero vittime nel corso di violenti scontri con la cittadinanza, avrebbero dovuto sostituire gli operai che erano scesi in sciopero per l'assassinio di Spartaco Lavagnini. <L'intento provocatorio era talmente manifesto - come la decisione di far indossare abiti borghesi ai marinai - che si dava per scontata una reazione popolare, considerato il clima di crescente tensione e paura, reazione che avrebbe fornito il pretesto per occupare Empoli, fino allora impermeabile alla penetrazione fascista, e procedere ad una feroce repressione>. <La responsabilità - aggiunge Vittorio Bugli - dei fatti del '21 sta tutta in quel clima di terrore che era stato prodotto dai fascisti nei cinque mesi precedenti, un clima al quale la popolazione empolese era consapevole di dover rispondere con decisione. Quella responsabilità non può essere imputata, come fu fatto, a quei circa 100 empolesi, tra i quali c'erano donne e adolescenti, condannati dai tribunali a oltre 1.500 anni di carcere. Deve essere imputata al clima di terrore creato dal fascismo, alle provocazioni con le quali portare attacco al forte antifascismo della città. Agli stessi che subito dopo quei fatti saccheggiarono, calpestarono, bruciarono la città nei suoi luoghi istituzionali, pubblici, nei suoi negozi, nelle sue abitazioni. Se in quel momento vi fosse stato un senso di vergogna, di solo smarrimento di fronte a quei fatti, la città non sarebbe rimasta unita, come invece rimase>.