Ad “Empoli che scrive”, il bibliotecario Antonio Morelli presenta la sua quinta raccolta di poesie

Intitolata “Asfodeli e avvertimenti”, edita dagli Editori dell’Acero, modera Giovanni Mennillo, prefatore; letture di Maria Simona Peruzzi

locandina Empoli che scrive

EMPOLI – Un bibliotecario che è anche poeta, stiamo parlando di Antonio Morelli. Un personaggio che chi frequenta la biblioteca comunale ‘renato Fucini’ conosce bene. Venerdì 13 aprile, alle 19, sarà protagonista, nella splendida cornice del Cenacolo degli Agostiniani, in via dei Neri 15, di un nuovo appuntamento della rassegna culturale dedicata agli autori di ‘casa nostra’, a km0, “Empoli che scrive”.

Nella sua Empoli Antonio Morelli presenterà la sua ultima raccolta di poesie, la quinta, dal titolo “Asfodeli e avvertimenti”, edita dagli Editori dell’Acero.

A moderare l’incontro il prefatore Giovanni Mennillo; letture di Maria Simona Peruzzi. Questa raccolta affronta le diverse tematiche proposte nelle sue composizioni con uno spirito diverso rispetto al passato.

 

COSA RACCONTANO LE SUE POESIE - Se nelle precedenti raccolte i temi dell’incomprensione del mondo, la solitudine o la disperazione, emergevano dalla poesia stessa, in quest’ultima raccolta sembra che l’autore abbia voluto guardarsi dentro, scandagliare il fondo della sua anima. Possiamo definire questa raccolta più matura quasi che il poeta sia pronto ad affrontare i suoi demoni e che la poesia in questo caso assuma il ruolo di conciliatrice con il mondo esterno.

I greci legavano l'Asfodelo al Regno dei Morti e questi fiori venivano coltivati sulle tombe per la credenza che i morti se ne cibassero. Per Omero le ombre dei defunti si aggirano nell'Ade proprio sui campi di asfodelo. Si tratta insomma di un fiore legato alla morte il cui tema è confermato dalla prima parte della nuova raccolta che sarà dedicata ad alcuni defunti della vita dell’autore.

Ma se esiste una dimensione 'funerea' della raccolta, questa va interpretata alla luce della seconda sezione “Mon être mis a nu”, una citazione di una sezione dei “Diari intimi” di Charles Baudelaire “Mon coeur mis à nu”.

Questa nuova raccolta di poesie invece parla di sé, delle proprie vicissitudini di persona, del proprio esserci qui ed ora, dei propri morti, in un dialogo prima di tutto con se stesso. Un percorso di maturazione che, servendosi del poeta, vuole riscoprirsi uomo.

 

L’AUTORE - Antonio Morelli nasce a Empoli nel 1956, città dove risiede e lavora presso la Biblioteca comunale “Renato Fucini”. Fin dall’adolescenza ha manifestato uno spiccato interesse per la composizione poetica, coltivandola in modo costante fino ad esprimere in versi la usa complessa e tormentata interiorità.

La prima raccolta pubblicata risale al 2006 con “Poesie private”, che raccoglieva i versi più significativi per la sua vita fino a quel momento.

Le altre pubblicazioni sono: “L’acero e la distanza” del 2009, “Diario in versi del brutto tempo” del 2012 e il “Frammentario del mattino” del 2015.

Nel frattempo arrivano anche i primi riconoscimenti, classificandosi secondo ex-equo al premio letterario nazionale “Scarabeus” di Livorno nel 2015; mentre nel 2016 viene segnalato al Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” in riferimento all’opera allora più recente.